Portami alla fine del… Caucaso

02.05.2019

L’interview de Héloïse

 

L’Armenia? Non ci si pensa mai! E invece questo piccolo paese del Caucaso, alle porte dell’Asia Centrale riserva grandi sorprese a chi osa avventurarsi fino a qui. Héloïse, la nostra travel designer epicurea e curiosa ha osato ed è partita alla scoperta di questa destinazione di cui sappiamo così poco. In questa intervista ci rivela le sue impressioni e sensazioni e inevitabilmente vi farà venir voglia di saperne di più.

 

Confidenziale, intimo, accattivante e intrigante ... È l’Hayastan (il nome armeno dell'Armenia) visto da Héloïse

 

L’Armenia è una destinazione alla quale proprio non si pensa. Allora perché l’Armenia?

 

In effetti, l’Armenia è una destinazione ancora sconosciuta e quando ho cominciato a parlare del mio progetto di viaggio alle persone che mi stanno intorno, tutti hanno, più o meno, avuto la stessa reazione. Che è stata: “MA CHE CI VAI A FARE IN ARMENIA?” Molti di loro non sapevano neanche dove fosse esattamente situata, per la cronaca tra Iran, Georgia, Turchia e l’Azerbaijan. 

Prima di tutto per me è stata una scelta professionale, non credo sia possibile scegliere questa destinazione per caso o per un colpo di testa, ma ho scoperto paesaggi e siti culturali che ho trovato davvero eccezionali. In Armenia si va per sentire qualcosa di diverso, per immergersi nella storia forte di questo piccolo paese, che mi è arrivata dritta fino all’anima.

 

 

 

 

L’Armenia in due parole?

 

La prima è senza dubbio «insolita» per tutte le ragioni che ho già menzionato qui sopra. La seconda parola che mi fa pensare a questo paese è «Rinascimento» dato dalla grande volontà del suo popolo di andare avanti e dimenticare il passato. Penso in particolare a questi centri di formazione multimediali incentrati sul digitale e sulla grafica che ho avuto l'opportunità di visitare.

 

Penso anche a quel forte desiderio della popolazione di far scoprire il paese, ovunque si costruiscono strade, alberghi e la gente è concentrata sulle competenze orientate verso le nuove tecnologie. Ci si sente davvero in un paese appena nato, ed è anche il caso, visto che l’Armenia ha raggiunto l’indipendenza solo nel 1991.

 

 

 

 

 

 

 

In cosa l’Armenia è una destinazione a parte?

 

L’Armenia mi fa pensare alla Namibia. Ovviamente a prima vista il paragone non è evidente. Ma la presenza del deserto, i laghi in alta quota, la steppa, le montagne, i canyon e le gole coperte di foreste, creano una moltitudine di paesaggi assolutamente unici. Il tutto su un territorio ridotto, visto che il paese è più piccolo del Belgio.

 

L’Armenia non ha mai paesaggi piatti, intorno a Yerevan ci sono altipiani con vigne e frutteti, in meno di due ore di macchina ci si ritrova già in montagna, contornati da laghi, tra cui il più famoso, il lago Sevan che si estende per ben 1.300 km2 a più di 2.000 mt d’altezza. Senza parlare poi delle stazioni sciistiche o del villaggio di Areni dove gli archeologi trovarono tracce dei primi vini dell’umanità. È incredibile come tutta questa diversità paesaggistica si ritrovi poi nella cultura e nella gastronomia di questo bizzarro paese.

Parlando di gastronomia, come si mangia in Armenia?

 

Si mangia bene! Adoro la gastronomia e sono molto curiosa di conseguenza mi diverte assaggiare tutto. Quella armena è una cucina con un’influenza orientale, mezze a profusione da condividere con i commensali e dolci al miele, che mi hanno subito fatto pensare al Libano. Per gli amanti della frutta e della verdura fresca e BIO, l’Armenia è la terra promessa. Il pane infine fa parte integrante della cultura culinaria armena, il lavash infatti è stato iscritto sulla lista del patrimonio culturale immateriale de l’UNESCO nel 2014.

Cosa ti ha stupito di più?

 

La cosa che mi ha colpito di più, è la facoltà degli armeni ad adattarsi a qualsiasi situazione nonostante il loro passato e le loro difficoltà.

 

Un giorno siamo rimasti bloccati nella neve, in mezzo al nulla…in un attimo si è creato un “comitato di aiuto” formato da i nostri partners locali e dalla gente di montagna. Questo spirito di condivisione e generosità l’ho sentito continuamente durante questo viaggio itinerante.

 

Prima di partire per l’Armenia avevo letto una frase in un libro che diceva: «ti donano più di quello che hanno”. Penso che questo non sia un luogo comune, ma la verità. Sono un popolo molto caloroso e benevolo.

Quando si pensa all’Armenia, immaginiamo immediatamente chiese e monasteri. È davvero cosi?

 

Si certo, nel paese ci sono moltissimi siti sacri dalle origini antiche, di cui molti sono patrimonio de l’UNESCO. Si dice inoltre che, ci vorrebbe una vita per visitare tutte le chiese e i monasteri del paese.

 

Ero anche un po’ spaventata dall’effetto «overdose» di chiese e monasteri, ma poi ogni sito ha un particolare, un dettaglio che da solo vale la pena di essere visto, che rimuove completamente la prospettiva della monotonia.

Il monastero di Geghard (XII secolo), per esempio, è unico perché troglodita. Quello di Khor Virap è spettacolare, perché si erge ai piedi del leggendario monte Ararat (5160 metri ). Senza parlare del fervore e della devozione che regnano in questi luoghi.

 

 

 

Il complesso monastico di Haghpat mi ha particolarmente colpito. Eravamo gli unici stranieri sul sito ed avevamo fatto molta strada per arrivarci. C’erano meravigliose rientranze, gli edifici in pietra incollati uno all’altro, le arcate lavorate e incredibili esemplari di khatschkars (stele in pietra scolpita). Che sito sorprendente!

 

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A chi raccomandi questa destinazione?

 

Il complesso monastico di Haghpat mi ha particolarmente colpito. Eravamo gli unici stranieri sul sito ed avevamo fatto molta strada per arrivarci.

 

C’erano meravigliose rientranze, gli edifici in pietra incollati uno all’altro, le arcate lavorate e incredibili esemplari di khatschkars (stele in pietra scolpita).

 

Che sito sorprendente!

 

 

Perché è importante avere una guida in Armenia? 

 

La guida, indispensabile in Armenia, ti permette di arrivare nei luoghi più remoti ed inaccessibili. Anche solo a Yerevan, la guida, eccezionale com’era la mia, mi ha dato modo di captare la vera anima del paese. Non dimenticherò mai la visita al memoriale delle vittime del genocidio armeno, un momento molto forte, profondamente doloroso ed interessante, grazie soprattutto ai commenti e alle spiegazioni della nostra guida. 

Cosa hai portato indietro in valigia?

 

Un sacco di cose. C’è un mercatino delle pulci a Yerevan chiamato Vernissage, dove si può trovare ogni sorta d’oggetto ma soprattutto dei meravigliosi esemplari di scacchi. Una curiosità, gli scacchi sono una disciplina obbligatoria in tutte le scuole elementari del paese.

Nei mercati si trovano bancarelle che vendono esclusivamente pasta di frutta essiccata, o il famoso cognac locale e ancora l’antico vino di Areni, il più importante vitigno rosso indigeno dell'Armenia.

Un viaggio per una prima esperienza ed uno per un’esperienza più approfondita?

 

A Yerevan ci sono bellissimi alberghi che mantengono però il fascino locale. Potreste quindi cominciare con un circuito stellato durante un week end lungo. Per un viaggio itinerante e una scoperta più approfondita ci vuole un poco più di tempo e bisogna non essere troppo esigenti sulle strutture alberghiere al di fuori della capitale. Ma è il prezzo da pagare per accedere a luoghi remoti ed inesplorati.

Un’altra soluzione, messa a punto dall’equipe di Charly, consiste nel raggiungere questi siti in elicottero, soluzione che vi farà risparmiare moltissimo tempo.

O ancora fare un viaggio combinato Iran – Armenia.

 

 

 

Sei partita a febbraio, con la neve. Non era troppo freddo? Quale è la miglior stagione per un viaggio in Armenia?

 

Fortunatamente mi ero informata… Ero quindi perfettamente equipaggiata per affrontare le grandi (ma meravigliose) nevicate del periodo, ma ovviamente febbraio non è la miglior stagione per visitare il paese.

 

Io consiglio le stagioni intermedie, soprattutto settembre e ottobre, non piove, le temperature sono miti, le giornate ancora lunghe e le campagne si colorano dei toni caldi dell’autunno. Ecco, quello è il momento giusto!

 

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Torneresti in Armenia ?

 

Certo che sì, questo viaggio mi ha dato veramente voglia di (ri)scoprire il paese, ma stavolta durante la bella stagione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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