Spitzberg, una spedizione dal profumo di avventura

23.03.2017

 Simonetta ci accompagna nel Grande Nord

 

Tra il Capo Nord ed il Polo, lo Spitzberg fa tremare. Qui, il ghiaccio, ha immortalato i paesaggi in uno scenario potente e silenzioso. Per renderci conto della grandezza del luogo, Simonetta ed un’amica si sono imbarcate per una spedizione, su uno yacht polare. E’ nel momento culmine dell’estate che l’Ocean Nova naviga sulle acque buie di questa regione. Una regione di cui il 59% delle terre è ricoperta dal ghiaccio e dove la fauna è protetta. Spitzberg è la loro meta del giorno. Una giornata che ha l’aria di non essere come le altre. 

 

Spitzberg. Un nome strano, un sogno. Un puntino in alto sul globo

 

Quella mattina, quando i primi passeggeri sono saliti sul ponte panoramico, era ancora prestissimo. Tra le pallide luci di una notte dove il sole rimane sotto l’orizzonte, il battello polare, procede lentamente. Siamo all’inizio di agosto ed in certi punti il ghiaccio si è sciolto dando risalto ad altri rilievi, seminando iceberg un po’ ovunque. 80°12 latitudine Nord, una leggera virata a tribordo ed il battello penetra il Woodfjord. Tutto a dritta, i picchi della Terra Alberto I tagliano l’orizzonte circondato dalle calotte glaciali. L’aria è fresca e pura. L’annuncio di questa giornata pare idilliaco.

Temperatura esterna 4°C.

 

Ore 8: La colazione è servita!

Il tempo per un caffè e qualche pasta dolce. A breve comincia la prima conferenza della giornata.

 

Ore 9.15: I relatori della conferenza cominciano il dibattito

Nel salone panoramico vengono riviste le diverse spedizioni francofone partite durante i secoli per esplorare l’artico. E’ appassionante. Soprattutto quella che riguarda il Principe Alberto I di Monaco. Dalle grandi finestre, vediamo sfilare gli iceberg. In acqua ci sono 3 gommoni partiti in ricognizione. Lo scopo? Individuare gli orsi. Degli orsi bianchi e dei trichechi, protetti qui dal 1973. Questo arcipelago possiede numerose riserve e parchi nazionali. Bellezze naturali e piccole meraviglie che le escursioni quotidiane ci permettono di scoprire.

 

Ore 10: Parka, guanti, stivali e giubbino di salvataggio sulle spalle. I passeggeri sono pronti per salire sui gommoni.

Meta: la terra. A ciascuno la sua, a seconda delle proprie sensazioni. C’è chi andrà direttamente verso il ghiacciaio mentre gli altri ammireranno il panorama dalla morena. Un altro gruppo potrà rimanere a bordo per andare ad osservare il ghiacciaio Ida situato un po’ più lontano. Tutto intorno è magico. La tundra con i suoi colori fulvi ed i ghiacciai con i loro riflessi bluastri...

Ore 12.30: Siamo pronti per il pranzo!

C’è solo un ristorante a bordo ma lo chef sa coccolare i suoi ospiti

 

Ore 13.30: Tutti riposano quando all’improvviso, il crepitio della radio sveglia le menti intorpidite. L’annuncio è chiaro. Alcuni orsi sono stati visti su delle isole vicinissime. Tutti pronti, si parte sui gommoni con il cuore a mille. A 20 metri da noi, gli orsi sono lì….Momenti rarissimi e preziosi! 

 

Ore 15.45: Di ritorno a bordo, ognuno scambia con l’altro le proprie osservazioni con gli occhi ed il cuore sulle immagini appena scattate. Uno specialista ci racconta i dettagli sul pelo e mille altri particolari su questi grossi orsetti polari.

 

 

Ore 17: Lo yacht prosegue il suo cammino e dopo alcuni metri ecco apparire uno dei più bei ghiacciai dello Spitzberg: Il Monaco

Per osservarlo da vicino, i gommoni ritornano in acqua. Un’altra esplorazione ha inizio. Durerà più di due ore, lungo il fronte di questo gigante che misura 5 km. Il paesaggio è incredibile. Tutt’intorno ci sono i picchi imbiancati dalla neve ad un’altitudine di 1100 metri. A bordo, si sentono solo i clicchettii delle macchine fotografiche ed il rumore dei blocchi di ghiaccio che sfregano lungo il battello come se fosse carta stropicciata dalle mani. Vicinissimo a noi, gabbiani e ceffi ballano in sintonia. E’ in questo momento che lo Spitzberg è più che mai magico. Per quasi due ore e mezza ci ha donato uno spettacolo naturale e potente, un paesaggio polare immacolato, il regno del silenzio.

 

 

Ore 19h30: Con gli occhi colmi di immagini meravigliose, ognuno ritrova la propria cabina.

Poco dopo, il glaciologo dello yacht farà il punto della prossima giornata e dei suoi 2650 ghiacciai che appartengono a questa parte del globo.

 

0re 20.30: E’ ora di cena. Dopo una giornata ricca di emozioni, i passeggeri si delizieranno con i piatti preparati dallo chef. La tavola a bordo è imbandita e curata, piena di sapori. Dopo le uscite in mare della giornata trascorsa, un buon pasto è sempre il benvenuto. Fuori, il paesaggio sfila. Da lontano si intravedono le sorgenti calde del Bockfjord e del Moffen, un’isola di ghiaia, sperduta a più di 80° Nord

 

Ore 23.30: Nelle luci del sole di mezzanotte, l’Ocean Nova traccia la sua rotta. Tutto è calmissimo, E’ come trovarsi inghiottiti da un corpetto di ghiaccio.

All’improvviso, un annuncio sveglia gli animi già addormentati. Una colonia di 80 trichechi è avvistata a babordo. Tutti sul ponte! Non si può perdere uno spettacolo simile. Riempirà di sogni la notte dei passeggeri, di sogni veri. Quelli che diventeranno realtà, visto che, già dall’indomani, lo yacht approderà alla banchisa e alle sue immense distese bianche, reame degli orsi e dei trichechi.

 

Astuzia : per vedere altri posts sulla stessa regione, cliccate sul nome del paese nel sottotitolo del articolo.

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