Slalom tra gli Iceberg

01.06.2017

Groenlandia dell’est, un luogo in mezzo ai ghiacci…

Feedback del viaggio di Charly

 

Mezzo di trasporto: Kayak di mare. Numero di persone: 8Quella mattina, siamo partiti presto. L’aria pizzicava ma senza disturbare. Non avremmo comunque avuto freddo ben imbacuccati nelle nostre tute. Facendo molta attenzione, ci siamo posizionati nei kayak, due alla volta e piano piano, la costa del Tiniteqilaaq, si allontanava da noi. 

 

Prima sorpresa: il Silenzio

 

Un silenzio avvolgente, quasi ipnotico. Un silenzio impressionante, grandioso. Sentivamo solo il rumore dei remi nelle acque polari e il fregamento del ghiaccio. Il ghiaccio non mancava! Dinnanzi a noi avevamo una foresta di ghiaccioli, piccoli e grandi. Eravamo circondati. In mezzo a quel campo immacolato, immenso. Noi, leggiadri sulla superficie dell’acqua, ci sentivamo minuscoli, infinitamente piccoli in mezzo al nulla. Oggi, con il senno di poi, quel momento rimarrà impresso in noi come un grandissimo momento che ci ha riempito gli occhi di emozione. La sera, di ritorno al campo, ci siamo addormentati con il cuore pieno di immagini. 

 

Umili difronte alla potenza degli elementi

 

Il giorno dopo la nostra destinazione era il grande Semilik. L’obiettivo che avevamo era quello di attraversare il fiordo lungo 120 metri su 10 per 15 metri di larghezza e una profondità di 1100 metri per raggiungere il fiordo di Johan Petersen. Sinceramente abbiamo trascorso una giornata pazzesca ricominciando il giorno dopo e dopo ancora. A bordo dei nostri kayak, abbiamo costeggiato i ghiacciai, scoperto una miriade di sfumature di bianco e di blu ed ogni sera, dopo aver montato il nostro bivacco, passavamo il tempo ad ascoltare il ghiaccio gelarsi. Durante i 10 giorni della nostra peripezia, la natura ci ha offerto un paesaggio meraviglioso, imponente, al punto di farci sentire molto più umili difronte alla straordinaria potenza degli elementi e questo, soprattutto il settimo giorno quando abbiamo potuto camminare e scalare i 600 metri che ci separavano dalla calotta.

Pazzesco!

 

Eravamo solo a qualche centinaio di metri dal secondo masso più grande del mondo ed abbiamo potuto toccare con mano, gli effetti del cambiamento climatico. Una reale consapevolezza che vive ancora in noi, malgrado il nostro ritorno. Abbiamo conosciuto pescatori e cacciatori Inuit a Tiniteqilaaq, ed è in casi come questi che ci si rende conto dell’unicità degli incontri in questi splendidi viaggi.

 

Un grande viaggio, una bella avventura. In completa autonomia per scoprire dei paesaggi magnifici 

Astuzia : per vedere altri posts sulla stessa regione, cliccate sul nome del paese nel sottotitolo del articolo.

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