Nepal: tra passione del viaggio e progetti di sostegno

24.04.2017

“Il Nepal è stata la mia prima grande avventura”

di Jean-Christophe

 

Un primo trekking 20 anni fa, presso il Santuario degli Annapurna, è bastato a darmi il virus di questo piccolo Regno, inglobato tra i giganti indiani e cinesi, difeso dalle più alte montagne del mondo e, tuttavia, con i piedi nella giungla subtropicale del Bengala.

 

Un paese dalle mille sfaccettature, dalle culture millenarie, un popolo affettuoso e così tanti paesaggi quanti massicci…Cosa chiedere di meglio! Dal Mustang alla Cresta del Milke Danda, passando dalla regione mitica di Khumbu, non mi sono mai stancato di camminare sui sentieri di questa Himalaya così colorata ed accogliente.

Si doveva tornare in Nepal dopo quel terribile sisma? Molti viaggiatori hanno esitato, in seguito, piano piano, gli appassionati e gli escursionisti sono ritornati.

 

Questa colossale barriera tra la pianura dell’India e gli alti rilievi tibetani, si è costruita a causa delle forze prodigiose tra due placche tettoniche sempre in lotta… e la primavera del 2015, lo hanno ricordato ai Nepalesi!

 

Dopo lo stupore, la paura ed il lutto per la perdita delle persone care disperse, hanno dovuto pensare a ricostruire ed a ricostruirsi. Il compito era immenso, ma lo è stato anche il coraggio dei Nepalesi.

 

Noi? Dovevamo aiutarli!

Un amico, guida di alta montagna, accompagnato dagli artigiani appartenenti ai “Compagnons du Devoir” mi propone di partecipare ad un cantiere per la ricostruzione…Bingo!

 

L’idea di tornare e rendersi utili, concretamente, mi ha convinto. Eccoci, quindi, all’autunno del 2016 sulle colline del Khumbu per sostenere i progetti della fondazione italiana “Monviso” che opera per lo sviluppo locale dell’elettricità, la scuola, i centri di cura…

 

Una o due settimane sul posto, secondo la disponibilità di ognuno, serviranno a preparare le classi d’informatica, rinfrescare il dispensario e le nuove camere per le prime cure ed anche ridipingere la lettera H dell’eliporto…

 

Un’esperienza fuori dal tempo, un’immersione al ritmo di questi villaggi di montagna, di questa vita di pastori che incrociamo molto spesso quando visitiamo il paese.

Quindi, bisogna tornare in Nepal? Certamente sì!

 

Ovviamente, quando si conosce l’impatto che il turismo ha sull’economia locale ma soprattutto perché, malgrado le immagini drammatiche diffuse dai media durante il terremoto, il Nepal ha ritrovato rapidamente tutto ciò che fa lo charme di questo piccolo paese di montagna, a parte qualche sito storico ancora in costruzione. Il turista difficilmente riconoscerà le tracce del sisma e sarà nuovamente soggiogato dall’accoglienza meravigliosa dei Nepalesi, la ricchezza della loro cultura e le loro montagne maestose…

 

Namasté !!

 

Astuzia : per vedere altri posts sulla stessa regione, cliccate sul nome del paese nel sottotitolo del articolo.

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