I leopardi del Jawaï

08.03.2017

 Il Rajasthan fuori pista

 

Ore 18h, il sole cala all’orizzonte. Nell’aria fluttua un profumo di polvere. Siamo appena saliti da dieci minuti sul fuoristrada, che la nostra guida si ferma. – “Shh…Bisogna rimanere in silenzio ed aprire gli occhi. Il leopardo ha l’udito sottile e l’odorato sviluppato. Non deve sentirci mentre scende dalle colline per cacciare il cibo”. Eccoci avvisati. Silenzio a bordo. 

 

I sensi in allarme, ascoltiamo i rumori di questa savana.

 

Dritto davanti a noi, le rocce di granito interrompono l’orizzonte. In un decoro dipinto di beige e di grigio, siamo come sospesi nel tempo, in perfetta comunione con questa regione dell’India del Nord, chiamata Jawaï. Lontano dai circuiti turistici abituali del Rajasthan. Lontano dalle città che pullulano di risciò.

 

Siamo qui, in silenzio con le mani sulla macchina fotografica, pronti a scattare al minimo fruscio.

 

Un solo obiettivo in mente: Intravedere il leopardo di Bera. Un animale così raro che di razza che rappresenta tutta la ricchezza di questa regione situata tra Jodhpur e Udaipur, nel cuore del deserto del Rajasthan.

 

 

Persi nei nostri pensieri, quando di colpo la nostra guida ci fa un segno.

Là, a sinistra, un leopardo si avvicina lentamente. Nessuno più si muove, tutti tratteniamo il respiro.

 

L’attimo è talmente fragile, intenso, che dimentichiamo di scattare le foto! Con passi di velluto, l’animale cammina tra l’erba ingiallita dal sole. E’ già molto se ci degna di uno sguardo. Si trova solo a qualche metro da noi, quando di colpo si blocca sulla destra e fugge dietro le rocce. Fine dell’incontro. E’ durato solo qualche minuto ma ci è apparso un’eternità. Non realizziamo neanche ciò che è successo e necessitiamo di un po’ di tempo per ritrovare il respiro e riprendere a parlare.

 

Sempre all’erta, la guida osserva il luogo con il cannocchiale. Vicino al fuoristrada, il lago Jawai Bandh, la più grande riserva d’acqua del Rajasthan occidentale, ci offre la sua colonia di fenicotteri rosa e di Gru Antigoni.

 

Rimaniamo ancora un po’ ad osservare questo panorama dai colori africani.

 

Cala la notte inasprendo i profumi e nell’aria fluttua il profumo di erbe secche. All’orizzonte, i monti Aravalli sono ormai un ricordo, ingoiati dalle tenebre. In lontananza si intravedono delle luci brillare. Sono le lampade delle tende di lusso, tutte di tela, cuoio ed acciaio, installate in mezzo al nulla e firmate Sujan Luxury Camps. Una struttura di lusso eccezionale di colore chiaro, decorato in stile coloniale con un tocco di design e rallegrato da bauli e candelabri.

 

Il nostro colpo di fulmine? La terrazza con piscina privata a sfioro dove lo sguardo si perde sull’immensità di un’atmosfera al 100% naturale. Come in un racconto di Karen Blixen, versione “Out of India”.

 

 

Astuzia : per vedere altri posts sulla stessa regione, cliccate sul nome del paese nel sottotitolo del articolo.

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